Quotidiano Giuridico

Scandalo General Motors, accordo da 13 milioni di dollari per violazione della privacy

25/05/2026 - Il patteggiamento in Texas svela le fragilità del consenso digitale nell'automotive e traccia i nuovi confini della responsabilità civile e sanzionatoria per l'industria dei dati su ruote

Contratto della P.A. nullo per mancanza di forma scritta: sì all'arricchimento ingiustificato

25/05/2026 -

L’arricchimento senza giusta causa (art. 2041 c.c.) costituisce uno strumento di tutela contro spostamenti di ricchezza indebiti, consistenti nell’arricchimento di una parte a fronte del depauperamento dell’altra, privi di giustificazione causale, e quindi fonte di una situazione oggettiva di pregiudizio non tollerata dall’ordinamento. Trattasi di un rimedio generale che si fonda sulla dimensione esclusivamente fattuale dell’arricchimento, nei confronti di situazioni che altrimenti rimarrebbero prive di protezione. Il fatto che il contratto presupposto fosse nullo per difetto di forma non basta per escludere la suddetta tutela, non essendo tale nullità una sanzione sufficientemente grave da negare l’indennizzo alla parte che ha subito il pregiudizio economico; diversamente, è esclusa l’azione di arricchimento in caso di nullità per illiceità di un elemento essenziale, contrarietà all’ordine pubblico o frode alla legge, ipotesi più gravi rispetto alla nullità strutturale della mancanza della forma. L’azione può essere esercitata anche Pubblica Amministrazione, laddove sia questa la parte che ha subito il depauperamento, non essendo la qualità di soggetto pubblico un motivo valido per riconoscere una diversità di regime rispetto ai privati. È quanto stabilito dalla Cassazione civile con sentenza 28 aprile 2026, n. 11513.

Impugnazione presentata a un indirizzo pec errato: l'interpretazione costituzionalmente conforme

25/05/2026 -

La Corte costituzionale, sentenza n. 77/2026 ha dichiarate infondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 87-bis, commi 7, lettera c), e 8, D.lgs. n. 150 del 2022, sempre che il combinato disposto delle disposizioni censurate venga interpretato nel senso che l’inammissibilità resta esclusa nell’ipotesi in cui l’atto di impugnazione sia stato inoltrato, su iniziativa della cancelleria cui è riferibile l’indirizzo PEC cui esso sia stato erroneamente presentato, all’indirizzo PEC – anch’esso incluso nell’elenco del DGSIA – riferito all’ufficio del giudice che ha emesso il provvedimento, laddove l’inoltro sia effettuato entro il termine perentorio stabilito per l’impugnazione medesima.

IPSOA Quotidiano

Proroga dei versamenti al 20 luglio 2026: accolte le richieste dei commercialisti

25/05/2026 - Con un comunicato stampa del 23 maggio 2026 il CNDCEC ha ringraziato il Ministero dell’Economia e delle finanze e l’Agenzia delle Entrate per aver accolto le richieste dei commercialisti con riguardo al differimento al 20 luglio 2026 del termine per il pagamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni fiscali dei soggetti che applicano gli ISA. La necessità di una proroga si poneva quest’anno, oltre che per i cronici problemi legati all’accavallarsi in questo periodo di un gran numero di scadenze, anche in ragione del rilascio del software per la compilazione del modello ISA il 13 maggio 2026, anziché entro la data prefissata del 15 aprile. Con un comunicato stampa del 23 maggio 2026 il CNDCEC ha ringraziato il Ministero dell’Economia e delle finanze e l’Agenzia delle Entrate per aver accolto le richieste dei commercialisti con riguardo al differimento al 20 luglio 2026 del termine per il pagamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni fiscali dei soggetti che applicano gli ISA. La necessità di una proroga si poneva quest’anno, oltre che per i cronici problemi legati all’accavallarsi in questo periodo di un gran numero di scadenze, anche in ragione del rilascio del software per la compilazione del modello ISA il 13 maggio 2026, anziché entro la data prefissata del 15 aprile.

Fusione: tre scenari per gli obblighi dichiarativi IVA

25/05/2026 - In caso di fusione, gli adempimenti dichiarativi ai fini IVA variano a seconda del momento in cui la fusione ha effetto. In proposito, possono evidenziarsi almeno tre scenari: la fusione, infatti, può avere effetto giuridico nel periodo compreso tra il 1° gennaio e la data di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno della fusione oppure dopo il termine di presentazione della dichiarazione; è possibile anche che la fusione, pur avvenendo tra il 1° gennaio e la data di presentazione del modello IVA, preveda una decorrenza successiva al 30 aprile. Come vanno gestite le diverse situazioni? In caso di fusione, gli adempimenti dichiarativi ai fini IVA variano a seconda del momento in cui la fusione ha effetto. In proposito, possono evidenziarsi almeno tre scenari: la fusione, infatti, può avere effetto giuridico nel periodo compreso tra il 1° gennaio e la data di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno della fusione oppure dopo il termine di presentazione della dichiarazione; è possibile anche che la fusione, pur avvenendo tra il 1° gennaio e la data di presentazione del modello IVA, preveda una decorrenza successiva al 30 aprile. Come vanno gestite le diverse situazioni?

Giustizia tributaria: la c.d. "Quinta Magistratura" tra uniformazione incompiuta e ancoraggi al MEF

25/05/2026 - Lo schema di decreto legislativo sulla Quinta magistratura, <a target="_blank" title="approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/23/giustizia-tributaria-primo-via-libera-d-lgs-riforma">approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2026</a>, uniforma formalmente lo stato giuridico dei magistrati tributari ai magistrati ordinari ma lascia intatto il legame con il Ministero dell’Economia e delle finanze su procedimento disciplinare e alta sorveglianza. Attuativo della delega ex <a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 19" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000948549ART61">art. 19</a>, comma 1, lettera m-bis), <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1112023" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000948549SOMM">legge n. 111/2023</a>, il decreto istituisce il ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, attrae per via di coordinamento i magistrati tributari nel regime di diritto pubblico ex <a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 3" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000145985ART4">art. 3</a>, <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1652001" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000145985SOMM">D.Lgs. n. 165/2001</a> e si muove per rinvii puntuali ai magistrati ordinari su requisiti, decadenza, dimissioni, illeciti disciplinari e sanzioni. Restano fuori dal perimetro più profili strutturali e, in particolare, il procedimento disciplinare. Lo schema di decreto legislativo sulla Quinta magistratura, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2026, uniforma formalmente lo stato giuridico dei magistrati tributari ai magistrati ordinari ma lascia intatto il legame con il Ministero dell’Economia e delle finanze su procedimento disciplinare e alta sorveglianza. Attuativo della delega ex art. 19, comma 1, lettera m-bis), legge n. 111/2023, il decreto istituisce il ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, attrae per via di coordinamento i magistrati tributari nel regime di diritto pubblico ex art. 3, D.Lgs. n. 165/2001 e si muove per rinvii puntuali ai magistrati ordinari su requisiti, decadenza, dimissioni, illeciti disciplinari e sanzioni. Restano fuori dal perimetro più profili strutturali e, in particolare, il procedimento disciplinare.

Cambiare orario di lavoro: quando è possibile e quando no

25/05/2026 - La modifica dell’orario di lavoro rientra nel potere organizzativo del datore, ma incontra limiti precisi. In primo luogo, il contratto individuale e la contrattazione collettiva vincolano la distribuzione della prestazione. Inoltre, le variazioni devono rispettare i principi di correttezza e buona fede, prevedere un congruo preavviso e non incidere in modo sproporzionato sulla vita del lavoratore. Rilevano anche le tutele su salute, riposi e il work-life balance. Modifiche arbitrarie da parte del datore di lavoro possono risultare illegittime. Per evitare contenziosi servono buone pratiche da seguire all'interno dei contratti. La modifica dell’orario di lavoro rientra nel potere organizzativo del datore, ma incontra limiti precisi. In primo luogo, il contratto individuale e la contrattazione collettiva vincolano la distribuzione della prestazione. Inoltre, le variazioni devono rispettare i principi di correttezza e buona fede, prevedere un congruo preavviso e non incidere in modo sproporzionato sulla vita del lavoratore. Rilevano anche le tutele su salute, riposi e il work-life balance. Modifiche arbitrarie da parte del datore di lavoro possono risultare illegittime. Per evitare contenziosi servono buone pratiche da seguire all'interno dei contratti.

Riders e piattaforme: nuove misure e sanzioni contro il caporalato digitale

25/05/2026 - Il decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>) interviene a tutela delle condizioni di lavoro di chi presta attività lavorativa tramite le piattaforme digitali mediante l’introduzione di nuove misure di prevenzione e di contrasto al caporalato digitale. In particolare, la piattaforma digitale non può rilasciare più di un account riconducibile allo stesso codice fiscale ed è previsto l’obbligo di fornire al ciclo fattorino in modo chiaro, accessibile e comprensibile le informazioni relative al rapporto di lavoro e sulle modalità di utilizzo dei sistemi automatizzati. Inoltre, il decreto legge stabilisce che al rider deve essere garantita una formazione specifica per l’attività svolta entro 30 giorni dalla prima prestazione. In caso di violazioni sono previste sanzioni. Quali sono? Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) interviene a tutela delle condizioni di lavoro di chi presta attività lavorativa tramite le piattaforme digitali mediante l’introduzione di nuove misure di prevenzione e di contrasto al caporalato digitale. In particolare, la piattaforma digitale non può rilasciare più di un account riconducibile allo stesso codice fiscale ed è previsto l’obbligo di fornire al ciclo fattorino in modo chiaro, accessibile e comprensibile le informazioni relative al rapporto di lavoro e sulle modalità di utilizzo dei sistemi automatizzati. Inoltre, il decreto legge stabilisce che al rider deve essere garantita una formazione specifica per l’attività svolta entro 30 giorni dalla prima prestazione. In caso di violazioni sono previste sanzioni. Quali sono?

Busta paga da consegnare al lavoratore: come evitare rischi e sanzioni

25/05/2026 - La consegna della busta paga al lavoratore è uno degli obblighi fondamentali del datore di lavoro. L’adempimento riguarda, oltre la predisposizione del cedolino, anche la sua corretta compilazione e la tempestiva consegna al dipendente. Per non incorrere in sanzioni e contenziosi è quindi necessario gestire con attenzione le situazioni che si possono creare. Cinque sono gli scenari che possono presentarsi. Quali? La consegna della busta paga al lavoratore è uno degli obblighi fondamentali del datore di lavoro. L’adempimento riguarda, oltre la predisposizione del cedolino, anche la sua corretta compilazione e la tempestiva consegna al dipendente. Per non incorrere in sanzioni e contenziosi è quindi necessario gestire con attenzione le situazioni che si possono creare. Cinque sono gli scenari che possono presentarsi. Quali?

Nuovo OIC 10 per rafforzare l'efficacia informativa del rendiconto finanziario

25/05/2026 - Classificazione dei flussi finanziari relativi agli interessi incassati e pagati e ai dividendi incassati, rappresentazione dei flussi derivanti da operazioni di factoring e reverse factoring, obblighi di informativa aggiuntiva concernenti le voci residuali e nuovo schema di rendiconto finanziario: sono le principali novità del principio contabile OIC 10, <a target="_blank" title="in consultazione fino al 31 luglio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/21/oic-pubblica-consultazione-bozza-oic-10-rendiconto-finanziario">in consultazione fino al 31 luglio 2026</a>, che si propone di rafforzare l’efficacia informativa del rendiconto finanziario. Classificazione dei flussi finanziari relativi agli interessi incassati e pagati e ai dividendi incassati, rappresentazione dei flussi derivanti da operazioni di factoring e reverse factoring, obblighi di informativa aggiuntiva concernenti le voci residuali e nuovo schema di rendiconto finanziario: sono le principali novità del principio contabile OIC 10, in consultazione fino al 31 luglio 2026, che si propone di rafforzare l’efficacia informativa del rendiconto finanziario.

L'OIC pubblica in consultazione la bozza del nuovo OIC 10 Rendiconto finanziario

21/05/2026 - L’OIC ha posto in consultazione (fino al 31 luglio 2026) la bozza del nuovo principio contabile OIC 10 Rendiconto finanziario. Le modifiche proposte introducono nuove regole classificatorie e accompagnano gli operatori attraverso indicazioni puntuali, chiarimenti interpretativi ed esempi applicativi riferiti a casistiche concrete, con l’obiettivo di favorire una più corretta e uniforme redazione del rendiconto finanziario. L’OIC ha posto in consultazione (fino al 31 luglio 2026) la bozza del nuovo principio contabile OIC 10 Rendiconto finanziario. Le modifiche proposte introducono nuove regole classificatorie e accompagnano gli operatori attraverso indicazioni puntuali, chiarimenti interpretativi ed esempi applicativi riferiti a casistiche concrete, con l’obiettivo di favorire una più corretta e uniforme redazione del rendiconto finanziario.

Transfer pricing: quali accorgimenti adottare in sede di chiusura del bilancio?

21/05/2026 - La chiusura del <a target="_blank" title="bilancio" href="https://www.ipsoa.it/guide/bilancio-esercizio-redigerlo">bilancio</a> rappresenta, per le società appartenenti a gruppi multinazionali, un momento decisivo anche ai fini del <a target="_blank" title="transfer pricing" href="https://www.ipsoa.it/wkpedia/transfer-pricing">transfer pricing</a>. Infatti, in questa fase, le politiche infragruppo impostate all’inizio dell’esercizio e applicate nel corso dell’anno trovano riscontro nei dati contabili, nelle marginalità effettivamente raggiunte e nella rappresentazione complessiva dell’operatività aziendale. In quest’ottica, analizzare le transfer pricing policies<i style="font-style: italic;"> </i>solo al<i style="font-style: italic;"> </i>momento della predisposizione di Masterfile e Documentazione Nazionale, a ridosso della scadenza della documentazione, significa operare quando le principali scelte economiche, contrattuali e contabili sono ormai cristallizzate. Quali accorgimenti adottare in previsione di definire il Country e Master File? La chiusura del bilancio rappresenta, per le società appartenenti a gruppi multinazionali, un momento decisivo anche ai fini del transfer pricing. Infatti, in questa fase, le politiche infragruppo impostate all’inizio dell’esercizio e applicate nel corso dell’anno trovano riscontro nei dati contabili, nelle marginalità effettivamente raggiunte e nella rappresentazione complessiva dell’operatività aziendale. In quest’ottica, analizzare le transfer pricing policies solo al momento della predisposizione di Masterfile e Documentazione Nazionale, a ridosso della scadenza della documentazione, significa operare quando le principali scelte economiche, contrattuali e contabili sono ormai cristallizzate. Quali accorgimenti adottare in previsione di definire il Country e Master File?

Simest: come funziona e chi può accedere alla misura Energia per la competitività internazionale

25/05/2026 - Dal 25 maggio 2026 debutta la nuova misura Simest “Energia per la competitività internazionale”. Attivata in attuazione del decreto Fiscale (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. 382026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001001334SOMM">D.L. 38/2026</a>, convertito in legge n. 88/2026), nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica”, la misura é rivolta alle imprese che abbiano subìto un impatto negativo a causa del rincaro dei costi energetici oppure una diminuzione del fatturato o dei flussi di cassa in relazione al conflitto nell’area del Golfo Persico. L’intervento agevolativo prevede condizioni particolarmente favorevoli per le domande presentate fino al 31 dicembre 2026, tra cui l’aumento della quota del contributo a fondo perduto e l’allungamento della durata del finanziamento. Le risorse complessive a disposizione delle imprese sono pari a 800 milioni di euro. Quali sono i requisiti richiesti per accedere alle agevolazioni? Quali gli investimenti finanziabili? Dal 25 maggio 2026 debutta la nuova misura Simest “Energia per la competitività internazionale”. Attivata in attuazione del decreto Fiscale (D.L. 38/2026, convertito in legge n. 88/2026), nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica”, la misura é rivolta alle imprese che abbiano subìto un impatto negativo a causa del rincaro dei costi energetici oppure una diminuzione del fatturato o dei flussi di cassa in relazione al conflitto nell’area del Golfo Persico. L’intervento agevolativo prevede condizioni particolarmente favorevoli per le domande presentate fino al 31 dicembre 2026, tra cui l’aumento della quota del contributo a fondo perduto e l’allungamento della durata del finanziamento. Le risorse complessive a disposizione delle imprese sono pari a 800 milioni di euro. Quali sono i requisiti richiesti per accedere alle agevolazioni? Quali gli investimenti finanziabili?

Nuova Sabatini: come gestire l'iter della domanda

25/05/2026 - La <a target="_blank" title="legge di Bilancio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/12/24/legge-bilancio-2026-mappa-bonus-crediti-imposta-agevolazioni">legge di Bilancio 2026</a> ha rifinanziato la <a target="_blank" title="nuova Sabatini" href="https://www.ipsoa.it/guide/sabatini-finanziare-pmi-domanda">nuova Sabatini</a> con 650 milioni di euro, 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027. La nuova Sabatini prevede la concessione di contributi in conto impianti da parte del MiMIT a fronte di finanziamenti, bancari o leasing, erogati da banche e/o intermediari finanziari, destinati a investimenti in beni strumentali, investimenti 4.0 e investimenti green. Essendo un’agevolazione a sportello, il contributo sarà concesso fino ad esaurimento progressivo dei fondi disponibili: è importante quindi conoscere e gestire le varie fasi per la richiesta del contributo. Quattro sono gli scenari che si possono presentare: quali? La legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la nuova Sabatini con 650 milioni di euro, 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027. La nuova Sabatini prevede la concessione di contributi in conto impianti da parte del MiMIT a fronte di finanziamenti, bancari o leasing, erogati da banche e/o intermediari finanziari, destinati a investimenti in beni strumentali, investimenti 4.0 e investimenti green. Essendo un’agevolazione a sportello, il contributo sarà concesso fino ad esaurimento progressivo dei fondi disponibili: è importante quindi conoscere e gestire le varie fasi per la richiesta del contributo. Quattro sono gli scenari che si possono presentare: quali?

Green e digital transition fund 2026: quali sono gli ambiti di investimento del venture capital

23/05/2026 - Le imprese devono affrettarsi a inviare le loro domande di finanziamento ai fondi Green e Digital transition fund. Scade il 30 giugno 2026, infatti, la data per la sottoscrizione di accordi di finanziamento con startup, newco e PMI innovative. L’obiettivo dei due fondi non è finanziare singoli investimenti aziendali in senso agevolativo classico, ma rafforzare il mercato del capitale di rischio, convogliando risorse sia verso imprese scalabili che verso fondi specializzati. In questa logica, i fondi operano sia con investimenti diretti nelle imprese target che con investimenti indiretti in altri fondi di venture capital. Quali sono i settori d’investimento coperti? Le imprese devono affrettarsi a inviare le loro domande di finanziamento ai fondi Green e Digital transition fund. Scade il 30 giugno 2026, infatti, la data per la sottoscrizione di accordi di finanziamento con startup, newco e PMI innovative. L’obiettivo dei due fondi non è finanziare singoli investimenti aziendali in senso agevolativo classico, ma rafforzare il mercato del capitale di rischio, convogliando risorse sia verso imprese scalabili che verso fondi specializzati. In questa logica, i fondi operano sia con investimenti diretti nelle imprese target che con investimenti indiretti in altri fondi di venture capital. Quali sono i settori d’investimento coperti?

Decreto Carburanti: taglio delle accise, credito d'imposta fertilizzanti e proroga per agricoltura e trasporti

25/05/2026 - Con il quarto decreto Carburanti (<a target="_blank" title="D.L. n. 89/2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/23/taglio-accise-rinvio-versamenti-bonus-autotrasporto-misure-decreto-carburanti">D.L. n. 89/2026</a>), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 maggio e in vigore dal 23 maggio 2026, arriva la proroga di un mese del credito d’imposta a favore degli autotrasportatori e di due mesi del credito di imposta per l’acquisto di gasolio in agricoltura. Rinnovato anche il taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno 2026, ma per il gasolio lo sconto viene dimezzato. Il pacchetto di misure messe in campo dal D.L. n. 89/2026 prevede anche un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti. Quali sono le misure previste? Con il quarto decreto Carburanti (D.L. n. 89/2026), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 maggio e in vigore dal 23 maggio 2026, arriva la proroga di un mese del credito d’imposta a favore degli autotrasportatori e di due mesi del credito di imposta per l’acquisto di gasolio in agricoltura. Rinnovato anche il taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno 2026, ma per il gasolio lo sconto viene dimezzato. Il pacchetto di misure messe in campo dal D.L. n. 89/2026 prevede anche un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti. Quali sono le misure previste?

ETS commerciali e imprese sociali: quando serve la doppia iscrizione al RUNTS e al registro delle imprese

23/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="nota ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/16/ets-chiarimenti-inquadramento-enti-operano-prevalentemente-forma-impresa">nota ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026</a> il Ministero del Lavoro chiarisce come interpretare l’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 11" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436ART29">art. 11</a>, <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. 1172017" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436SOMM">D.Lgs. 117/2017</a>, il quale dispone che gli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale, sono tenuti, oltre che all’iscrizione nel RUNTS, anche all’iscrizione nel registro delle imprese. Questa norma trova applicazione esclusivamente nei confronti delle imprese sociali, oppure anche rispetto ad altri enti del terzo settore che svolgono attività prevalentemente o esclusivamente commerciale? Con la nota ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026 il Ministero del Lavoro chiarisce come interpretare l’art. 11, D.Lgs. 117/2017, il quale dispone che gli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale, sono tenuti, oltre che all’iscrizione nel RUNTS, anche all’iscrizione nel registro delle imprese. Questa norma trova applicazione esclusivamente nei confronti delle imprese sociali, oppure anche rispetto ad altri enti del terzo settore che svolgono attività prevalentemente o esclusivamente commerciale?

Normativa sulle acque: gli orientamenti UE 2026 per un'attuazione armonizzata

22/05/2026 - Il 22 maggio 2026 sono stati pubblicati dalla Commissione europea gli orientamenti per un’attuazione più semplice e armonizzata della normativa UE sulle acque, a supporto della strategia europea per la resilienza, inclusa quella idrica. Il documento chiarisce l’applicazione della direttiva quadro sulle acque e delle direttive su acque sotterranee e standard di qualità ambientale, nell’ambito del piano d’azione RESourceEU. Gli orientamenti spiegano come valutare l’impatto dei nuovi progetti sullo stato chimico dei corpi idrici e illustrano le nuove esenzioni che consentono procedure semplificate per deterioramenti temporanei o delocalizzazioni dell’inquinamento senza aumento netto. Sono forniti esempi relativi a estrazione mineraria, metalli e materie prime critiche. Le conclusioni sono applicabili anche a progetti strategici in settori come energie rinnovabili, chip e industria a zero emissioni. Il documento, non vincolante, integra gli sforzi per accelerare le autorizzazioni e supporta l’attuazione della direttiva quadro, aggiornata nel 2026 sugli elenchi degli inquinanti. Il 22 maggio 2026 sono stati pubblicati dalla Commissione europea gli orientamenti per un’attuazione più semplice e armonizzata della normativa UE sulle acque, a supporto della strategia europea per la resilienza, inclusa quella idrica. Il documento chiarisce l’applicazione della direttiva quadro sulle acque e delle direttive su acque sotterranee e standard di qualità ambientale, nell’ambito del piano d’azione RESourceEU. Gli orientamenti spiegano come valutare l’impatto dei nuovi progetti sullo stato chimico dei corpi idrici e illustrano le nuove esenzioni che consentono procedure semplificate per deterioramenti temporanei o delocalizzazioni dell’inquinamento senza aumento netto. Sono forniti esempi relativi a estrazione mineraria, metalli e materie prime critiche. Le conclusioni sono applicabili anche a progetti strategici in settori come energie rinnovabili, chip e industria a zero emissioni. Il documento, non vincolante, integra gli sforzi per accelerare le autorizzazioni e supporta l’attuazione della direttiva quadro, aggiornata nel 2026 sugli elenchi degli inquinanti.

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